Parodontologia

Parodontologia

Attualmente in Italia la malattia parodontale è la prima causa di perdita di elementi dentari. 

Essa è una malattia dei tessuti di sostegno del dente, di cui oltre alla gengiva fanno parte il legamento parodontale e l'osso, ed è dipendente da vari fattori:

- placca e tartaro;

- fumo;

- diabete e altre patologie;

- predisposizione genetica;

- stress.

La placca è una pellicola composta da residui di cibo e batteri, che si deposita sui denti in poche ore ed ha un colore bianco-giallastro. La gengiva a contatto con essa si infiamma, arrossandosi e sanguinando quando viene spazzolata.
Se la placca non viene rimossa con lo spazzolino, dopo 24 ore diventa tartaro.

Il tartaro è una formazione calcarea, ruvida e difficile da rimuovere. Si può formare al di sopra della gengiva, ma anche al di sotto, creando le tasche gengivali.
La gengivite è un’infiammazione delle gengive. Si presenta con gengive rosse, gonfie, che possono sanguinare facilmente. E’ un disturbo ancora reversibile: sono sufficienti infatti un’igiene professionale (detartrasi) e una corretta igiene domiciliare per la guarigione delle gengive.
Se il progredire della gengivite non viene interrotto, può trasformarsi in parodontite.

Se non curata, l'infezione procede in profondità: la gengiva si allontana dal dente (recessione gengivale), creando tasche in cui i batteri si accumulano; il tessuto osseo viene distrutto; i denti perdono supporto e diventano mobili, fino alla loro perdita.
La recessione gengivale è lo spostamento della gengiva dalla sua normale posizione verso la radice del dente, che in tal modo risulta essere “scoperto” ed “allungato”. Oltre che dalla parodontite, può essere causata molto più banalmente da un non corretto e troppo violento spazzolamento  dei denti e può rappresentare un grave problema estetico (soprattutto sui denti anteriori) e causare ipersensibilità dentale.  
Anni fa, i pazienti affetti da malattia parodontale (che veniva chiamata "piorrea"), non potevano far altro che aspettare la caduta dei loro denti. Oggi fortunatamente non é più così, perchè scienza e ricerca hanno dimostrato che la parodontite è una malattia che si può trattare, e la perdita inesorabile dei denti si può arrestare.

La collaborazione del paziente è fondamentale per la riuscita del trattamento: in assenza di una corretta igiene orale, anche la terapia migliore, eseguita dal più bravo degli specialisti, è destinata a fallire! 

I primi passi della terapia parodontale sono rappresentati da:

  • informazione, istruzione e motivazione ad una corretta igiene orale quotidiana con spazzolino manuale o elettrico, strumenti interdentali e collutorio;
  • controllo dei fattori che influenzano la progressione della malattia, come il fumo ed il diabete;
  • rimozione della placca batterica e del tartaro sopragengivale con detartrasi e sottogengivale con levigatura radicolare. La rimozione del tartaro può essere eseguita con ultrasuoni o strumenti manuali. 

A questo punto della terapia si dovrebbe ottenere una riduzione significativa e stabile della quantità di placca batterica e tartaro ed una riduzione dell’infiammazione e del sanguinamento delle gengive. Si potrà pertanto valutare se è necessario affrontare una terapia chirurgica, che può consistere in:

  • terapia chirurgica rigenerativa: ha come scopo quello di ottenere un guadagno di osso intorno a denti compromessi dalla malattia parodontale. Si possono utilizzare innesti di osso sintetico o di osso del paziente prelevato da altre zone della bocca.
  • chirurgia mucogengivale: essa corregge difetti di forma, posizione e quantità delle gengive. Le indicazioni principali sono la correzione delle recessioni per esigenze estetiche, protesiche o per sensibilità dei denti.    

La malattia parodontale, se non trattata, può causare danni anche in organi distanti dalla bocca, quali cuore e polmoni.

Dati derivati da studi clinici hanno evidenziato che la parodontite può aumentare il carico infiammatorio sistemico, contribuendo all'insorgenza di malattie croniche infiammatorie. I batteri presenti nella nostra bocca possono penetrare nei tessuti gengivali e da lì entrare nel circolo sanguigno, provocando malattie più o meno gravi anche in organi lontani da quello di partenza. 

Il nostro Studio si avvale della più avanzata tecnologia laser per la terapia della malattia parodontale.

Ho un problema di cuore: sono un paziente "a rischio"?

Un paziente cardiopatico sicuramente richiede un'attenta valutazione da parte del clinico, ma in prima persona dovrebbe prestare cura particolare alla salute delle proprie gengive, perchè diversi studi clinici hanno dimostrato una maggiore frequenza di malattie cardiache e vascolari in pazienti affetti da parodontite. 

Ho il diabete, sono un paziente "a rischio"?

Il diabete, soprattutto se non ben controllato, rappresenta un fattore di rischio per l'insorgenza e l'evoluzione della malattia parodontale. E' stato anche dimostrato che i pazienti con parodontite hanno maggiori difficoltà nel controllo della glicemia. 
Inoltre, la presenza di parodontite facilita l'insorgenza di infezioni respiratorie e diverse ricerche hanno dimostrato che la gravidanza provoca maggiore sensibilità agli attacchi della placca batterica, ma anche che la presenza di malattia parodontale può indurre parti prematuri  neonati sottopeso.  Per una donna che ha deciso di iniziare una gravidanza la salute dei propri denti e del parodonto è quindi fondamentale.
 
Un'adeguata prevenzione della parodontite può contribuire, non solo alla salute della propria bocca, ma anche a prevenire malattie sistemiche ben più gravi. In tale ottica, può infine essere utile effettuare una visita di controllo parodontale nel caso in cui un familiare abbia sofferto o soffra di tale patologia.

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